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In Copertina:
"...il vero viaggio di scoperta non consiste
nel cercare nuove terre, ma nell'avere nuovi occhi..."
Prato stabile in fioritura. In primo
piano la Composita Senecio jacobaea e, meno evidente, la
Graminacea Chrysopogon gryllus: specie tipiche dei magredi. |
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Gennaio e Febbraio - Lepus europaeus
(Lepre comune)
I prati stabili costituiscono l'ambiente
ideale per la riproduzione e l'alimentazione di numerose specie di
uccelli e mammiferi.
La varietà di specie erbacee (produttori)
risulta molto appetibile per i "consumatori primari" come la lepre o le
centinaia di specie di insetti (fra cui cavallette, afidi, ecc.), delle
quali si nutrono i "consumatori secondari" come l'Allodola, lo Strizzolo,
la Quaglia o la Starna.
La grande "biodiversità" (termine che
indica appunto la ricchezza di specie di un ambiente), riscontrabile nei
prati stabili, consente una maggiore stabilità dell'ecosistema, a
differenza di quanto avviene invece nei sistemi agricoli più intensivi,
le monoculture, in cui una specie avversa come un fungo patogeno o un
insetto dannoso, può causare la completa distruzione del raccolto. |
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Marzo e Aprile
- Ophrys apifera (Ofride fior d'ape)
La
famiglia delle Orchidacee è costituita da numerosissime specie dalle
caratteristiche molto evolute. La loro presenza nei prati è un chiaro
indicatore dell'alto valore biologico della formazione vegetale che le
ospita. Questo perché queste piante sono molto rare e sensibili alle
modifiche ambientali come l'eccessiva concimazione, il dissodamento, il
calpestamento, ecc.
Presentano inoltre un complesso ciclo biologico. Infatti i semi delle
orchidee sono numerosissimi ma molto piccoli e dotati di scarsissima
quantità di sostanze
--nutritive. Devono perciò svilupparsi in simbiosi con certi funghi per
accrescersi.
Molto
complesso è pure il loro meccanismo di impollinazione (più evidente in
Ophrys): il fiore rassomiglia alla femmina di specifici insetti
impollinatori - imenotteri apoidei - sia per la forma che per le
sostanze chimiche attrattive emesse (feromoni), che richiamano i maschi.
Questi si appoggiano sul fiore in atteggiamento di copula e urtano due
masserelle di polline appiccicose che poi porteranno, come fossero due
cornetti, su un altro fiore. Il meccanismo è molto evoluto e comporta il
minimo dispendio di polline e la massima efficienza di fecondazione.
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Maggio e Giugno - Prato stabile fiorito
Chi ha potuto conoscere con una certa
profondità la varietà di forme di vita animale e vegetale dei prati
stabili fioriti aspetta con trepidazione i mesi di maggio e giugno, per
poter nuovamente godere di questo spettacolo. I colori, i suoni ed i
profumi sarebbero di per sè sufficienti per motivare la conservazione di
questi ambienti.
Per primi, già in aprile, cominciano a
fiorire la Viola irta (Viola hirta), la Potentilla (Potentilla
australis), la Carice primaticcia (Carex caryophyllea),
seguiti più avanti da altre basse erbe come le orchidee e i narcisi (Narcissus
radiiflorus). Man mano che passano i giorni sbocciano i fiori di
specie via via più alte, finchè, ai primi di giugno, dalla base di densi
cespi di foglie strette e lunghe, si allungano i fusti e le pannocchie
della Trebbia maggiore (Chrysopogon gryllus), che a maturità
emergono di 30-50 cm. al di sopra di tutte le altre piante. Questa è una
specie che predilige condizioni di discreta aridità e scarsità di
nutrienti, e quindi si adatta a suoli poco profondi, con scarsa ritenuta
idrica, ricchi di calcare come quelli dell'alta pianura friulana, spesso
anche soggetti al secco estivo. Un tempo venivano usate le sue radici
per produrre spazzole. |
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Luglio e Agosto -
Dianthus carthusianorum subsp.
sanguineus (Garofano
dei certosini)
Questa entità, appartenente alla famiglia delle Cariofillacee, ha una
distribuzione limitata al Carso (dall'lstria al goriziano), al Friuli e
alla parte più orientale del Veneto.
Risulta pertanto molto importante il mantenimento dei prati aridi e
calcarei friulani per la sua conservazione.
È una pianta erbacea che può raggiungere i 70 cm di altezza. I fusti
sono legnosi alla base, eretti e semplici. Le foglie sono lineari, in
parte guainanti. I fiori si sviluppano in fascetti apicali all'ascella
di brattee aristate. I petali
I presentano lembo glabro o appena pubescente, rosso-scarlatto. Le
antere
mature liberano il polline di colore marrone scuro.
Fiorisce da maggio ad agosto. Influisce intensamente sull'aspetto
paesaggistico dei magredi evoluti.
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Settembre e Ottobre - Papilio machaon
(Macaone)
Le farfalle costituiscono uno dei più
gradevoli aspetti dei prati. Colpiscono le minuscole uova di certe
specie per l'aspetto dorato oppure i movimenti dei bruchi per spostarsi
o per nutrirsi; si resta meravigliati dal mistero della metamorfosi che
avviene dentro le loro crisalidi e dal drammatico momento dello
sfarfallamento. Allo stadio adulto molti di questi insetti presentano
colorazioni vivacissime.
Dal punto di vista ecologico è
interessante notare che allo stadio larvale queste specie sono dotate di
un apparato boccale masticatore adatto a triturare vegetali e hanno
limitate capacità di spostamento. Allo stadio adulto invece sono
provviste di un apparato lambente-succhiante, denominato spiritromba,
col quale succhiano il nettare dei fiori. Sono inoltre in grado di
compiere grandi spostamenti ed alcune specie anche vere e proprie
migrazioni fra continenti, simili a quelle degli uccelli. |
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Novembre e Dicembre -
Hygrocybe
splendidissima
(Igrocibe)
Molteplici sono le importanti funzioni dei funghi. La
principale è quella di decomporre la materia organica: la loro azione
mette nuovamente a disposizione degli organismi vegetali gli elementi
nutritivi. Molte specie hanno la capacità di vivere in simbiosi con le
piante vascolari, favorendole nell'assorbimento di acqua e sali minerali
e aumentandone le potenzialità di crescita. La conservazione dei prati
permette a moltissime persone di trovare un sano passatempo consistente
nel raccogliere le numerose specie commestibili tipiche delle formazioni
erbacee o dei bordi delle siepi. Oltre all'lgrocibe (che troviamo su
terreni acidi spesso assieme al brugo - Calunna vulgaris), vi
sono varie specie dei generi Agaricus (Prataioli, che troviamo
presso i famosi cerchi delle streghe), Marasmius (Gambesecche),
Lycoperdon (Vesce) , Amanita, Agro cyb e, Bolbitius,
Bovista, Lepista, Calocybe, Lepiota ecc. I cerchi delle streghe sono
delle fasce anulari, larghe circa mezzo metro e del diametro che può
arrivare fino alla decina di metri, in cui la vegetazione erbacea è più
rigogliosa e presenta una colorazione verde più intensa rispetto alle
aree circostanti. Questo fenomeno è dovuto alla presenza del micelio del
fungo che facilita la crescita delle piante. |
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