Sviluppo: Giovanni Lesa [scrivi una e-mail] - Pagina aggiornata il 02 aprile 2010

Nascita di Pasian di Prato

Il tentativo di attribuire una precisa "data di nascita" alla nostra cittadina è destinato a fallire presto. Pochi sono gli antichi documenti, ancora minori sono i ritrovamenti archeologici: scarsa era l'attività umana in periodi precedenti all'occupazione romana, a causa della scarsa difendibilità del territorio. Tuttavia, con la venuta dei romani, si hanno tracce certe di insediamenti umani in quest'area. Nel 1985 infatti, nella località denominata Muris (a nord della strada che congiunge Pasian di Prato a Colloredo) sono affiorate macerie di origine romana. Inoltre il toponimo Pasiano secondo la concorde interpretazione di diversi studiosi, è riconducibile al nome proprio latino Pacilius. Naturalmente non sappiamo chi fosse questo Pacilio, anche se si è ipotizzato che potrebbe trattarsi di un colono romano che, essendo diventato proprietario di alcune terre nei pressi dell'attuale chiesa di Santa Caterina, decise di stabilirvi la sua dimora.

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I primi documenti

Tornando al toponimo Pasiano, esso compare per la prima volta nel Kodex Suppl. 72, conservato presso l'Archivio di Stato di Vienna. È un documento redatto nel periodo compreso tra il 1076 e il 1084, nel quale si fa riferimento alla donazione da parte del conte goriziano Marquardo di Eppenstein, di alcuni beni in Pasiano: Anno domini millesimo decimo nono comes Marquardus pater Ulrici patriarche et Henrici comitis dederunt bona in Paseliano....; la traduzione: Nell'anno 1019 il conte Marquardo, padre del Patriarca Ulrico e del Conte Enrico, donò beni a Pasiano.

Interessante è anche la citazione, risalente al 10 luglio 1230 di un certo Daniel Saltary de Pasilian tra i testimoni di un processo tenuto nell'Abbazia di Sesto al Reghena.

Altre citazioni di Pasian di Prato sono state rinvenute in diversi documenti successivi raccolti nel Thesaurus Ecclesia Aquileiensis e, a partire dal XIV secolo il nome appare nei documenti con sempre maggior frequenza.

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Giurisdizioni amministrative

Da Aquileia, culla del cristianesimo mittel-europeo, la fede cattolica si diffuse in tutto il nord-Italia, fino alle attuali Carinzia e Slovenia. La giurisdizione prevedeva la divisione del territorio in diverse Pievi. La Pieve di Pasian di Prato, in un atto del 1296, risultava essere subordinata alla Pieve ("Capitolo") di Udine: l'elezione dei canonici doveva essere quindi "approvata" dal capitolo Udinese; questi canonici erano tenuti a presenziare alle celebrazioni più rilevanti tenute in Capitolo, quindi in duomo ad Udine. Con gli anni questa tradizione venne meno e i canonici si limitavano a partecipare a qualche saltuaria celebrazione udinese quale, ad esempio, la processione del Corpus Domini.

Benchè dal punto di vista religioso Pasian di Prato facesse capo al Capitolo Udinese, civilmente la cittadina era amministrata dall'Abbazia di Rosazzo. Il feudo entrava nella vita dei cittadini nel momento della riscossione dei tributi, nell'amministrazione della giustizia, fino alla nomina di osti e fornai e all'indizione annuale della vendemmia. Numerosi documenti testimoniano di processi e deposizioni di cittadini di Pasian di Prato, a confermare la sottomissione del nostro territorio alla giurisdizione civile di Rosazzo.

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La Serenissima Repubblica

Verso il 1420 il Friuli entrò a far parte della Serenissima Repubblica di Venezia e ne seguì le sorti anche in campo bellico. Proprio in occasione della guerra dalla Serenissima contro l'Austria si ha notizia di un soldato originario del capoluogo: le cronache infatti citano il nome di Bertossius filius Michaelis, Decani de Pasigliano Prato che fu fatto progioniero il 1° agosto 1509 nel corso di un combattimento presso Remanzacco; per il suo riscatto furono chiesti 400 ducati, una somma considerevole per l'epoca e dovuta al fatto che questo "decano" di Pasian di Prato doveva essere alquanto facoltoso.

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Decani e Napoleone

Dalla metà del secolo XVI Pasian di Prato, istituì una vera e propria comunità rurale ed amministrativa, la Vicinia o assemblea dei Capifamiglia, che ogni due anni eleggeva un Decano; dalla definizione di tale autorità deriva il cognome oggi più diffuso nel comune: Degano.

Questa forma amministrativa, che faceva capo direttamente al Luogotenente Veneto con sede a Udine, proseguì fino al 1797, anno in cui l'esercito napoleonico sconfisse il dominio della Serenissima e importò le proprie forme amministrative: Napoleone soppresse le Vicinie e, oltre alla figura del prefetto, istituiì un consiglio comunale, presieduto da un sindaco. La quasi totalità dei documenti pasianesi del primo ottocento sono tuttavia andati distrutti durante la Prima Guerra Mondiale.

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Austria e Italia

Dopo il breve periodo di dominazione francese, dal 1814 anche Pasian di Prato entrò nel dominio dell'Impero Austriaco fino al plebiscito del 21 e 22 ottobre 1866 che sancì il definitivo passaggio al Regno d'Italia. Anche in questo caso, la carenza di documenti sul Pasian di Prato si fa sentire nella storia della nostra cittadina, la cui storiografia ottocentesca risulta, come detto, perduta.

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