Sviluppo: Giovanni Lesa [scrivi una e-mail] - Pagina aggiornata il 13 novembre 2009
Un prato stabile è un prato che non ha subito alcun intervento di aratura o dissodamento,
non coltivato e lasciato a vegetazione spontanea per moltissimo tempo, da un minimo di 12 mesi
fino anche a centinaia di anni: è mantenuto esclusivamente attraverso lo sfalcio e la concimazione.
L'iniziale diffusione delle specie erbacee è nella maggioranza dei casi di natura spontanea.
Non vi è bisogno di procedere con successive semine artificiali, in quanto la propagazione delle
specie è garantita da meccanismi naturali.
È bene sottolineare un'importante distinzione all'interno dei prati stabili: vi sono quelli
di pianura, solitamente gestiti in regime irriguo e quelli in zone collinari o montane, solitamente
gestiti in regime non irriguo. Sulla base di questa distinzione, che determina anche la quantità
di vegetazione che cresce, si possono effettuare ogni anno 2/3 tagli nei prati asciutti (da metà maggio
in poi, ogni 50/60 giorni) e 4/5 in quelli irrigui (ogni 30/40 giorni).
Le produzioni medie annue ottenibili da un prato stabile non irriguo risultano pari a 4,5 tonnellate per ettaro
di fieno, derivanti principalmente dal primo sfalcio. Nei prati irrigui la produzione raddoppia.
Per chi se ne intende, i prati stabili tipici del Friuli ospitano specie di notevole interesse
fra cui vari endemismi. Per esempio Dianthus sanguineus, Knautia ressmannii,
Brassica glabrescens, Matthiola carnica, Leontodon berinii per quanto
riguarda gli ambienti asciutti e Erucastrum palustre, Armeria helodes, Centaurea forojuliensis,
Euphrasia marchesettii per gli ambienti umidi.
In particolare, nella zona di Pasian di Prato, crescono numerosi esemplari di Acetosa, Cicoria, Luppolo,
Malva, Ortica, Piantaggine, Rosalaccio, Sambuco, Silene, Tarassaco, Trifoglio e Vitalba. Sono le stesse
erbe che i maestri cuochi della Pro Loco di Pasian di Prato raccolgono ogni primavera e utilizzano
successivamente per cucinare le loro prelibatezze.
L'Unione Europea definisce "di interesse comunitario" varie di queste specie e formazioni.
A seguito del sempre più frequente riscontro di dissodamenti o abbandono di superfici prative,
la L.R. 29 aprile 2005, n.9, ha previsto, fra l'altro, l'istituzione dell'inventario dei prati stabili
naturali della pianura, al fine di garantire la conservazione dell'identità biologica del
territorio e la biodiversità degli habitat e delle specie floristiche e faunistiche.
Lo studio si è svolto con una prima fase di analisi delle fotografie aeree e successivamente con
il rilievo di campagna di tutte le particelle visivamente individuabili come prato stabile. I rilevatori sono stati
principalmente personale addestrato del Corpo forestale regionale (appositamente dotato di fotocamere
digitali e GPS).
Sono state rilevate le seguenti caratteristiche:
- tipologia (prato asciutto, prato concimato, prato umido, prato rinaturalizzato, prato irrimediabilmente manomesso);
- categoria (ad es. per i prati asciutti: formazione glareicola primitiva, magredo primitivo, magredo evoluto);
- condizioni della formazione (presenza di specie di rilievo, eccesso di concimazione, grado di eventuale
abbandonato, rimboschimento artificialmente).
La Pro Loco di Pasian di Prato intende favorire il riappropriarsi da parte
della gente del proprio territorio, elemento di assoluta importanza in un periodo in cui
la società globale induce ad uno sgretolamento delle identità locali.
Per attuare questo processo di riappropriazione, occorre saper riconoscere e valorizzare
le proprie ricchezze peculiari, che costituiscono qualcosa di unico per Pasian di Prato.
I prati stabili sono, in quest'ottica, un autentico patrimonio naturalistico
di grande interesse. Essi costituiscono un elemento fondamentale dell'ecosistema campestre che
caratterizza le nostre campagne. Tra le miriadi di piante citate al paragrafo precedente, moltissime
infatti sostengono la vita di altre specie animali e di molte specie fungine.
I prati stabili di pianura si sono ormai ridotti a piccoli appezzamenti ad ovest di Udine,
partendo dalle rive del Cormôr, che se non verranno adeguatamente protetti, verranno
destinati ad essere utilizzati per la coltivazione di mais o di soja, come le zone contigue.
Le iniziative che la Pro Loco di Pasian di Prato propone per valorizzare il patrimonio naturale
dei prati stabili sono molteplici.
L'azione svolta nelle scuole primarie e medie inferiori si propone di far conoscere alle nuove
generazioni le meraviglie e le rarità floreali dei nostri prati; gite, lezioni "sul
campo" e presentazioni video rendono partecipi i più piccoli della ricchezza di una
campagna come la nostra. Clicca
qui per vedere le foto.
Per chi ha qualche anno in più, ma ha l'arte nel cuore, il concorso di pittura organizzato
dalla Pro Loco di Pasian di Prato si inserisce pienamente nel filone della riscoperta delle bellezze dei prati stabili.
Scorci di campagna su cui nessuno si è mai soffermato sono spesso immortalati nelle tele
che annualmente partecipano al concorso. I più significativi di questi quadri sono poi
fonte di ispirazione per il calendario della Pro Loco di Pasian di Prato (vedi l'apposita sezione sulle
pubblicazioni della Pro Loco),
nel quale campeggiano appunto i più ritratti dei nostri prati.
Come non citare, infine, la gastronomia locale: da generazioni infatti a Pasian
di Prato le spezie e i sapori derivano direttamente dai prati della circostante campagna; da qualche
anno la Pro Loco di Pasian di Prato ha scelto anche questa strada, sicuramente la più piacevole e stuzzicante,
per far conoscere quanto di buono producono i nostri prati.
Scopri le prelibatezze dei piatti alle
erbe di Pasian di Prato.
Un secondo logo della Pro Loco di Pasian di Prato, con l'immagine dei prati stabili