Sviluppo: Giovanni Lesa [scrivi una e-mail] - Pagina aggiornata il 21 settembre 2009
Il calendario del 2001, primo della serie di pubblicazioni curate dalla nostra Pro Loco,
ha incentrato la sua attenzione sui prati stabili, visti principalmente dal punto di vista
della flora presente. In ciascuna pagina del calendario sono dunque riportate alcune informazioni
riguardo piante, funghi e quant'altro si possa legare al mondo vegetale nei nostri prati.
Testi: Roberto Pizzuti
Fotografie: Silvio Vincenzi, Dario Di Gallo, Ennio Cautero, Roberto Pizzuti
Copertina
«...il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre ma nell'avere nuovi occhi...»
Prato stabile in fioritura. In primo piano la Composita Senecio Jacobaea e, meno evidente,
la graminacea Chrysopogon gryllus: specie tipiche dei magredi.
gennaio - febbraio
I prati stabili costituiscono l'ambiente ideale per la riproduzione e l'alimentazione di
numerose specie di uccelli e mammiferi.
La varietà di specie erbacee (produttori) risulta molto appetibile per i
"consumatori primari" come la lepre o le centinaia di specie di insetti
(fra cui cavallette, afidi, ecc.), delle quali si nutrono i "consumatori secondari"
come l'allodola, lo strizzolo, la quaglia o la starna.
La grande "biodiversità" (termine che indica appunto la ricchezza di specie
di un ambiente), riscontrabile nei prati stabili, consente una maggiore stabilità
dell'ecosistema, a differenza di quanto avviene invece nei sistemi agricoli più
intensivi, le monoculture, in cui una specie avversa come un fungo patogeno o un insetto dannoso,
può causare la completa distruzione del raccolto.
marzo - aprile
La famiglia delle Orchidacee è costituita da numerosissime specie dalle
caratteristiche molto evolute. La loro presenza nei prati è un chiaro indicatore
dell'alto valore biologico della formazione vegetale che le ospita. Questo perchè
queste piante sono molto rare e sensibili alle modifiche ambientali come l'eccessiva
concimazione, il dissodamento, il calpestamento, ecc.
Esse presentano inoltre un complesso ciclo biologico. Infatti i semi delle orchidee
sono numerosissimi ma molto piccoli e dotati di scarsissima quantità di sostanze
nutritive. Devono perciò svilupparsi in simbiosi con certi funghi per accrescersi.
Molto complesso è pure il loro meccanismo di impollinazione (più evidente in
Ophrys): il fiore rassomiglia alla femmina di specifici insetti impollinatori
- imenotteri apoidei - sia per la forma che per le sostanze chimiche attrattive emesse
(feromoni), che richiamano i maschi. Questi si appoggiano sul fiore in atteggiamento
di copula e urtano due masserelle di polline appiccicose che poi porteranno, come fossero
due cornetti, su un altro fiore. Il meccanismo è molto evoluto e comporta il
minimo dispendio di polline e la massima efficienza di fecondazione.
maggio - giugno
Chi ha potuto conoscere con una certa profondità la varietà di forme di
vita animale e vegetale dei prati stabili fioriti aspetta con trepidazione i mesi di maggio
e giugno, per poter nuovamente godere di questo spettacolo.
I colori, i suoni ed i profumi sarebbero di per sè sufficienti per motivare la
conservazione di questi ambienti.
Per primi, già in aprile, cominciano a fiorire la Viola irta (Viola hirta),
la Potentilla (Potentilla australis), la Carice primaticcia (Carex caryophyllea),
seguiti più avanti da altre basse erbe come le orchidee e i narcisi (Narcissus
radiiflorus). Man mano che passano i giorni sbocciano i fiori di specie via via più
alte, finchè, ai primi di giugno, dalla base di densi cespi di foglie strette e lunghe,
si allungano i fusti e le pannocchie della Trebbia maggiore (Chrysopogon gryllus),
che a maturità emergono di 30-50 cm. al di sopra di tutte le altre piante. Questa è
una specie che predilige condizioni di discreta aridità e scarsità di nutrienti,
e quindi si adatta a suoli poco profondi, con scarsa ritenuta idrica, ricchi di calcare come
quelli dell'alta pianura friulana, spesso anche soggetti al secco estivo. Un tempo venivano
usate le sue radici per produrre spazzole.
luglio - agosto
Questo garofano, appartenente alla famiglia delle Cariofillacee, ha una
distribuzione limitata al Carso (dall'Istria al goriziano), al Friuli e alla parte più
orientale del Veneto.
Risulta pertanto molto importante il mantenimento dei prati aridi e calcarei friulani per la
sua conservazione.
Si tratta di una pianta erbacea che può raggiungere i 70 cm di altezza. I fusti sono
legnosi alla base, eretti e semplici. Le foglie sono lineari, in parte guainanti. I fiori si
sviluppano in fascetti apicali all'ascella di brattee aristate. I petali presentano lembo
glabro o appena pubescente, rosso-scarlatto. Le antere mature liberano il polline di colore
marrone scuro. La fioritura avviene da maggio ad agosto. La sua presenza infine influisce
intensamente sull'aspetto paesaggistico dei magredi evoluti.
settembre - ottobre
Le farfalle costituiscono uno dei più gradevoli aspetti dei prati. Colpiscono le
minuscole uova di certe specie per l'aspetto dorato oppure i movimenti dei bruchi per spostarsi
o per nutrirsi; si resta meravigliati dal mistero della metamorfosi che avviene dentro le loro
crisalidi e dal drammatico momento dello sfarfallamento. Allo stadio adulto molti di questi
insetti presentano colorazioni vivacissime.
Dal punto di vista ecologico è interessante notare che allo stadio larvale queste specie
sono dotate di un apparato boccale masticatore adatto a triturare vegetali e hanno limitate
capacità di spostamento. Allo stadio adulto invece sono provviste di un apparato
lambente-succhiante, denominato spiritromba, col quale succhiano il nettare dei fiori. Sono
inoltre in grado di compiere grandi spostamenti ed alcune specie anche vere e proprie migrazioni
fra continenti, simili a quelle degli uccelli.
novembre - dicembre
Molteplici ed importanti sono le funzioni dei funghi. La principale è quella di decomporre
la materia organica: la loro azione mette nuovamente a disposizione degli organismi vegetali gli
elementi nutritivi. Molte specie hanno la capacità di vivere in simbiosi con le piante
vascolari, favorendole nell'assorbimento di acqua e sali minerali e aumentandone le potenzialità
di crescita. La conservazione dei prati permette a moltissime persone di trovare un sano passatempo
consistente nel raccogliere le numerose specie commestibili tipiche delle formazioni erbacee o dei
bordi delle siepi. Oltre all'Igrocibe (che troviamo su terreni acidi spesso assieme al brugo -
Calunna vulgaris), vi sono varie specie dei generi Agaricus (Prataioli, che
troviamo presso i famosi cerchi delle streghe), Marasmius (Gambesecche), Lycoperdon
(Vesce) , Amanita, Agro cyb e, Bolbitius, Bovista, Lepista,
Calocybe, Lepiota ecc.
I cerchi delle streghe sono delle fasce anulari, larghe circa mezzo metro e del diametro che può
arrivare fino alla decina di metri, in cui la vegetazione erbacea è più rigogliosa e
presenta una colorazione verde più intensa rispetto alle aree circostanti. Questo fenomeno è
dovuto alla presenza del micelio del fungo che facilita la crescita delle piante.
L'immagine di copertina
gennaio - febbraio
Lepus Europeaus
marzo - aprile
Ophrys apifera
(Ofride fior d'ape)
maggio - giugno
Prato stabile fiorito
luglio - agosto
Dianthus carthusianorum subsp. sanguineus
(Garofano dei certosini)
settembre - ottobre
Papilio machaon
(Macaone)
novembre - dicembre
Hygrocybe splendidissima
(Igrocibe)